Il buon Ole Gunnar Solskjaer, a lungo bandiera dei Diavoli Rossi e diventato ora allenatore della squadra riserve del club britannico, sorrideva sornione. Lui, per quanto riguarda quel ragazzino italiano, aveva già ben capito come stavano le cose: lo aveva tolto d'autorità a quella che doveva essere età alla mano la sua squadra d'appartenenza, ovvero l'under 18 del Man U, per promuoverlo d'imperio nella squadra riserve, ultimo gradino prima di arrivare alla prima squadra - quella dei campioni, quella di CR7. Kiko, come lo chiamano in Inghilterra, in questi mesi si stava sdebitando con Solskjaer segnando a raffica, giusto una settimana prima della chiamata in prima squadra mette a segno una tripletta, tanto per gradire. Però giocare all'Old Trafford, il Teatro dei Sogni, è un altro paio di maniche... "Ma sapevo che aveva la personalità per affrontare uno stadio da 76.000 posti pieno fino all'orlo", spiegava Sir Alex Ferguson nel dopo partita. Come dargli torto? Partita in bilico. 2-2 casalingo, non ci si può accontentare, per niente. Ma il Villa non molla, il novantesimo è praticamente scoccato. E allora: smarcamento, perfetta protezione della posizione col corpo, geniale stop a seguire di tacco, tiro a giro lì dove il portiere non può arrivare: incredibile, un gol pazzesco! Una magia. Che rischia di essere la prima di una lunga serie...
Un italiano alla conquista dell'Inghilterra
08 aprile 2009
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